Una SALUTE di FERRO

La carenza di Ferro, spesso misconosciuta è una delle cause più comuni di malessere, stanchezza e atonia.
Nutrirsi correttamente non sempre è sufficiente poiché è necessario che il ferro sia biodisponibile.

La carenza di Ferro è il disturbo nutrizionale più comune e diffuso al mondo, colpisce più di un miliardo e mezzo di persone e si stima possa causare ogni anno oltre 800 mila morti, prevalentemente in Africa e in Asia. Tuttavia si tratta di un problema che non riguarda soltanto i Paesi in via di sviluppo perché le carenze in macronutrienti sono molto più comuni di quello che si possa pensare a causa di alimentazione non corretta, di nutrienti ricavati da processi di raffinazione che ne depauperano i contenuti in minerali e vitamine, di problemi di assorbimento dovuti ad una mucosa intestinale dell’anziano oppure non integra per malattie infiammatorie gastrointestinali, per carenze enzimatiche, per intolleranze alimentari, per celiachia o gluten sensitivity.

Si può accompagnare a pallore, spossatezza, poco appetito, deficit di difese immunitarie e ad una sensazione di malessere generale. Altri sintomi associati sono la perdita dei capelli, la debolezza delle unghie e la pelle sciupata e asfittica.

La carenza di Ferro al femminile

Sonnolenza e stanchezza sono spesso sintomi di anemia al femminile

L’immaginario collettivo individua spesso il cosmo femminile come afflitto da nervosismi, stanchezze, perdita di pazienza, ma al di là del contesto sociale in cui la donna del terzo millennio vive (gestione quasi completamente a suo carico di famiglia, lavoro e relazioni), si può trattare effettivamente di un problema da carenza di ferro. L’anemia da carenza di ferro è infatti assai comune nelle donne in età fertile (l’incidenza epidemiologica è di circa mezzo miliardo) a causa del ciclo mestruale che può essere abitualmente abbondante o frequente e in fase pre-menopausale quando il ciclo mestruale molto spesso compare in forma disordinata e tumultuosa con perdite abnormi. Ed ancora, l’universo femminile ne è colpito in uno dei periodi più particolari della sua vita: in gravidanza e in allattamento quando si trova ad affrontare un fabbisogno aumentato di ferro e nutrienti a cui fa spesso fatica a far fronte.

Il Ferro nei bambini timidi, stanchi ed isolati

La timidezza dei bambini può essere un segno di anemia da carenza di ferro

Recenti studi hanno appurato che alla base della timidezza, della sensazione di imbarazzo e di introversione che molti bambini accusano a partire dal loro inserimento nella vita sociale sia proprio una carenza di Ferro. I primi 1000 giorni di vita del bambino sono basilari per la sua futura salute e cominciano proprio dalla gravidanza. Se non c’è stata una adeguata quota di ferro in quel periodo e se tale carenza continua a permanere nell’infanzia, non solo assisteremo ai classici disturbi dell’anemia (inappetenza, stanchezza, mancanza di concentrazione a scuola), ma vedremo anche il bambino soffrire per il disagio sociale della sensazione di non appartenenza al gruppo ed il suo conseguente isolamento.

Carenze di Ferro diffuse negli anziani

Negli anziani è comune riscontrare carenze di ferro sia per restrizioni alimentari sia per sindromi da malassorbimento. L’anziano solo spesso cucina poco e non cura il giusto apporto di nutrienti. Spesso inoltre si trova in condizioni economiche difficili e l’acquisto di carne e pesce viene diradato. Se a questo si aggiunge che il malassorbimento intestinale nell’anziano è molto comune, il quadro di anemia ferropriva appare molto frequente e si associa a stanchezza, calo dell’umore e diminuzione delle difese immunitarie che trascinano l’anziano in un cerchio di malessere, malattia e depressione difficilmente spezzabile.

L’anemia da sport

Gli sportivi hanno bisogno di Ferro e di Vitamina C

Anche gli sportivi che, per antonomasia, sono indicati come l’emblema della salute perfetta, possono essere a rischio di anemia a causa di carenze alimentari se la dieta non viene sapientemente bilanciata ad hoc a seconda dello sforzo fisico e delle performances ricercate. Si tratta di una forma di anemia che insorge progressivamente e che è caratterizzata sia da una negativizzazione del bilancio del ferro sia da una sua inferiore disponibilità. Inoltre un’altra forma di anemia da sport è da rottura degli eritrociti dovuta all’accentuarsi di emolisi intravascolare con comparsa di emoglobinuria poco tempo dopo lo sforzo (tant’è che si parla anche di emoglobinuria da marcia, da trauma o da sforzo).

Altre situazioni a rischio di carenza di ferro le possiamo facilmente riscontrare nei vegetariani con dieta sbilanciata, nella celiachia (intolleranza al glutine), in chi soffre di microperdite dell’apparato gastrointestinale (ulcera peptica o esofagea, infiammazioni intestinali, emorroidi). L’anemia da carenza di Ferro è molto diffusa anche in chi assume regolarmente farmaci antinfiammatori e cortisonici come ad esempio in chi soffre di artrite reumatoide o altre patologie croniche infiammatorie. Si tratta di un problema spesso sottostimato che rappresenta un costo socio-economico importante ed incide fortemente sulla mortalità, sulle ospedalizzazioni e sulla qualità della vita di chi ne soffre.

Prevenire per stare bene

L’anemia andrebbe sempre prevenuta, trattata e affrontata correttamente per evitare le relative complicanze e disabilità.

La diagnosi è facile perché è sufficiente un esame emocromocitometrico (l’esame del sangue) per diagnosticare un’anemia da carenza di ferro. Se l’emoglobina è sotto i 12 g/dl, se il globulo rosso è piccolo (inferiore a 75 femtolitri/globulo rosso) e se la ferritina è scarsa allora può essere opportuno sottoporsi a una terapia per ristabilire i livelli del ferro. Quando il trattamento integrativo funziona ritorna il benessere, ma se il disturbo rimane allora bisogna proseguire con gli accertamenti per valutare patologie più serie ad esso collegate.

Ferro e Vitamina C: sempre insieme

Nelle anemie da carenza di Ferro, non sempre è il Ferro ad essere carente. Spesso il problema è il malassorbimento dello stesso e una delle cause più comuni è la carenza di Vitamina C. Infatti affinchè avvenga l’assorbimento il Ferro deve essere nella sua forma Ferro ++ (sale ferroso o eminico) e non nella forma Fe+++ (sale ferrico). Per favorire la trasformazione da sale ferrico a sale ferroso è necessario un ambiente riducente che viene garantito dalla vitamina C. I più efficaci integratori di Ferro infatti sono proprio a base di Ferro ferroso e vitamina C. L’assorbimento del ferro è molto variabile da individuo a individuo a seconda della dieta seguita. Il 10% del ferro infatti è contenuto nella dieta, ma può scendere anche al 4-5%, in caso di dieta poco carnea. L’assorbimento del ferro avviene in tutto l’intestino, ma principalmente nel duodeno e nel digiuno.

Sono anemico, cosa faccio?

La risposta è semplice: curo l’alimentazione, assumo integratori con ferro biodisponibile e vitamina C e mi sottopongo a periodici esami del sangue finchè il problema non è completamente risolto.

Il ferro è contenuto in molti alimenti, ma sotto forme differenti, che vengono assorbite in modo diverso. Il ferro eminico, contenuto nella carne, in forma ferrosa, legato all’emoglobina, viene ottimamente assorbito (10%), mentre quello non eminico, contenuto nei vegetali, forma trivalente, viene assorbito per il 3-4%. Spinaci e noci, infatti, pur essendo alimenti ricchi dei Ferro, a causa dell’alto contenuto in acido ossalico che impedisce l’assorbimento non sono da considerarsi una buona fonte di ferro. Va tenuto presente poi che il tè ed il caffè possono ridurre l’assorbimento del ferro fino al 95%. Anche il latte presenta un’azione inibitrice sull’assorbimento del ferro. Infatti il calcio contenuto nel latte ha un’azione competitiva nei confronti del ferro, limitandone l’assorbimento. Inoltre possiamo riscontrare un diminuito assorbimento di ferro nei soggetti con diminuita acidità gastrica o che assumono antiacidi.

Altre sostanze invece potenziano l’assimilazione del ferro, come la vitamina C, il fruttosio e l’acido citrico che ne favoriscono l’entrata nella cellula. Ad esempio, la vitamina C presente in un bicchiere di succo d’arancia, assunto nel corso di una normale colazione, aumenta di tre volte l’assorbimento del ferro non legato all’eme.

Loretta Signoretto

Direzione Scientifica Phyto Garda

Informazioni tratte dalla letteratura scientifica internazionale.
Le indicazioni contenute nella presente pubblicazione hanno carattere informativo-scientifico.