TUTTO il PESO delle GAMBE GONFIE

Gambe pesanti, ritenzione idrica, edemi, circolazione lenta, formicolii: sollievo ai fastidi quotidiani.

Questi sono alcuni fastidiosi sintomi che si verificano in presenza di cattiva circolazione periferica o insufficienza venosa, generalmente dovuti ad un ristagno di sangue nelle vene o di liquidi nei vasi linfatici.

All’origine dell’effetto “gambe pesanti” ci sono ragioni molto diverse tra loro, a partire da posizioni sbagliate tenute troppo a lungo, utilizzo di tacchi alti o abiti troppo stretti, sedentarietà, aumento di peso, assunzione di farmaci (ad esempio anticoncezionali), gravidanza, sbalzi ormonali ed eventi traumatici a livello degli arti inferiori. Anche viaggiare per molte ore, costretti in una posizione scomoda, favorisce l’insorgenza del dolore e del gonfiore alle gambe; eccessivi sforzi fisici o rimanere in piedi per lungo tempo può affaticare il muscolo che, in presenza di cattiva circolazione, non riceve l’adeguata quantità di ossigeno necessaria per svolgere appieno il lavoro richiesto.

Molto spesso i cambiamenti climatici l’arrivo della bella stagione e l’aumento delle temperature favoriscono pesantezza e gonfiore a livello di piedi, caviglie e polpacci in primis, gambe doloranti al tatto, senso di disagio e fastidio a camminare; tendono maggiormente a manifestarsi poiché il caldo e l’eccessiva umidità favoriscono la dilatazione delle vene degli arti inferiori e un ristagno di liquidi nel sistema linfatico: ne consegue edema o ritenzione idrica.

Familiarità con i disturbi del microcircolo

È ormai noto che la sensazione di pesantezza agli arti inferiori si sviluppa sulla base di una predisposizione genetica rappresentata da una “debolezza” congenita della parete venosa. Tale predisposizione può aggravarsi nel corso degli anni e dare origine all’insufficienza venosa cronica (IVC). L’insufficienza venosa è un disturbo caratterizzato da un difficoltoso ritorno venoso: il sangue venoso – che dovrebbe tornare al cuore dalla “periferia” del corpo grazie all’elasticità della parete venosa e delle valvole – tende invece a ristagnare nelle vene delle gambe, sottoponendo i tessuti a tensione eccessiva. La parete dei vasi diventa sempre meno resistente e tende a dilatarsi, perdendo la sua normale capacità di contenimento nei confronti del sangue: si verifica la progressiva perdita del tono venoso, che è alla base della fisiologica funzionalità del microcircolo, e si creano delle dilatazioni permanenti, le cosiddette varici.

Le antiestetiche e dolorose varici

L’insufficienza venosa cronica è una condizione rilevante sia dal punto di vista epidemiologico che per le conseguenze economico-sociali: si calcola che circa il 30% della popolazione italiana femminile e il 15% di quella maschile ne sia affetta in varia misura. L’incidenza maggiore nelle donne è conseguente anche ad una variazione ormonale che si verifica nella menopausa o in gravidanza: ad esempio, per le mamme in dolce attesa, complici l’aumento del peso e la pressione esercitata dal bambino, l’insufficienza venosa è uno tra i disturbi più fastidiosi e frequenti della gravidanza.

Le donne sono più soggette a disturbi circolatori dovuti all’insufficienza venosa e alla fragilità capillare.

 

 

Rimedi naturali per la fragilità capillare.

Fortunatamente ci sono ottimi rimedi naturali per risolvere o quantomeno limitare il problema delle gambe pesanti, nonché una serie di buone pratiche da seguire che contrastano la stasi venosa in modo poco invasivo a partire da una alimentazione equilibrata e oculata e dal giusto e corretto movimento fisico.

Il problema delle gambe pesanti, infatti, va spesso di pari passo con quello della ritenzione di liquidi: fastidi e disturbi facilmente risolvibili seguendo una dieta corretta, limitata nel contenuto di sali, ricca in frutta e verdura, fonti di antiossidanti dalle proprietà vasoprotettrici, vitamine, minerali e acqua, utili ad idratare e ad eliminare gli stati di infiammazione accompagnati da ristagno di liquidi nelle gambe (edema).

È consigliabile pertanto in queste situazioni bere tisane diuretiche o assumente integratori alimentari ad attività drenante in forma liquida da diluire in abbondante acqua. Inoltre, aumentare l’apporto idrico quotidiano. Si favorisce così la giusta assunzione di liquidi e si stimola il drenaggio linfatico, il trofismo del tessuto connettivo e la diuresi. In particolare, piante come l’Ortica, la Betulla o il tè di Giava (Ortosiphon) hanno notevoli proprietà diuretiche e sono spesso associate ad elementi rimineralizzanti come l’Equiseto, fonte di silicio, o il magnesio.

Per rafforzare, invece, il trofismo dei vasi e le pareti capillari vanno assunti per via orale estratti secchi concentrati in saponine o tannini. Questi principi attivi presenti in piante come il Rusco, l’Ippocastano o l’Amamelide hanno dimostrato avere efficaci proprietà vasoprotettrici e antinfiammatorie sulla circolazione venosa periferica, unitamente ad una ottima tollerabilità.

L’Escina, ricavata dalla corteccia di Ippocastano, è una miscela di saponine grezze, chimicamente riconosciuta per aumentare la resistenza capillare e diminuire la permeabilità dei vasi. L’Escina pertanto trova indicazione nell’insufficienza venosa cronica, nei gonfiori e nel senso di pesantezza, nella stanchezza o nel prurito alle gambe grazie ai suoi effetti antinfiammatori e venotonici (aumenta la contrattilità venosa riducendo il ristagno di sangue negli arti inferiori e favorendo il suo ritorno al cuore).

Il Rusco e la Centella, grazie alla presenza di saponine steroidee o triterpeniche, sono piante impiegate abitualmente nel trattamento della fragilità capillare e negli edemi che possono portare a inestetismi cutanei e a cellulite; si rivelano utili nell’aumentare il tono venoso, rendendo più elastiche le pareti dei vasi. Rinforzando ed elasticizzando i vasi sanguigni, infatti, favoriscono la corretta circolazione periferica e la risalita del sangue venoso verso il cuore e sono quindi indicati per prevenire e trattare varici, permeabilità capillare ed edema sottocutaneo.

La Centella asiatica è una delle piante più adatte al trattamento delle gambe gonfie e pesanti

Le foglie di Amamelide contengono tannini solubili, principi attivi con attività sul trofismo delle membrane cellulari e dall’azione riepitelizzante. L’Amamelide, soprattutto nota per le sue proprietà lenitive a livello epidermico, è particolarmente adatta in presenza di dermatiti di tipo allergico, pelli irritate e facili all’arrossamento.

Durante la gravidanza, periodo durante il quale la debolezza capillare e la ritenzione idrica si acutizzano, queste piante possono offrire un valido e sicuro sostegno. Tra i loro principi attivi, infatti, non si ritrovano i Bioflavonoidi (noti anche con il nome di quercetina, diosmina, rutina), sostanze dotate di proprietà antiossidanti e capillaroprotettrici ma attualmente oggetto di una valutazione scientifica per il loro uso in gestazione. Il Ministero della Salute, infatti, indica un dosaggio consigliato non superiore a 1g/die. Poiché già ampiamente diffusi nel mondo vegetale, in particolare nella polpa e nella scorza degli agrumi, nelle albicocche, nelle ciliegie, nell’uva e in alcune verdure, come pomodori e broccoli, supplementi nutrizionali o farmacologici assunti durante la gravidanza, in via del tutto cautelativa, non sono consigliati.

Tra i rimedi naturali troviamo anche la Vite rossa, ricca di antocianosidi, una particolare classe di flavonoidi spiccatamente antiossidanti, efficaci nel contrastare l’iperproduzione di radicali liberi (effetto antiossidante) e nel favorire la fisiologica funzionalità del microcircolo. Anche il Ginkgo è caratterizzato dalla capacità di proteggere vene e capillari grazie alla presenza di ginkgoflavonglucosidi. Il Ginkgo biloba, tuttavia, risulta essere una pianta utile in caso di sensazione di pesantezza alle gambe ma è sconsigliato, ad esempio, in presenza di ipertensione o di concomitante uso di farmaci antiaggreganti e anticoagulanti (antitrombotici).

Le piante qui menzionate trovano impiego anche in formulazioni topiche, nel trattamento di vari tipi di edemi, varici, cellulite, ritenzione idrica, gonfiore o dolore puntiforme. Spesso associate ad elementi astringenti, come il Mentolo, emulsioni o gel rinfrescanti donano un gradevole senso di leggerezza e freschezza agli arti inferiori, soprattutto se conservate in frigo e/o applicate sotto calze elastiche a compressione graduata. Per esaltarne l’effetto benefico è utile andare a dormire posizionando un cuscino sotto al materasso all’altezza dei piedi, in modo da tenerli sollevati e favorendo così il ritorno del sangue al cuore. Un’altra possibilità è quella di eseguire, almeno una volta al giorno,  una serie di docciature, irrorando le gambe con getti di acqua fredda e calda in sequenza, e in estate fare lunghe passeggiate in mare con l’acqua ad altezza del ginocchio. Questo metodo sfrutta le correnti marine e l’opposizione dell’acqua per fare un piacevole massaggio defatigante e rassodante, ma anche leggermente drenante, grazie al sale.

Addio quindi a pesantezza e gonfiore. STOP alle gambe pesanti!

Chiara Benvegnù

R&D Phyto Garda

Informazioni tratte dalla letteratura scientifica internazionale.
Le indicazioni contenute nella presente pubblicazione hanno carattere informativo-scientifico.