equilibrio acido base

Ti senti acido? Io sono Alcalino!

L’importanza di mantenere il giusto equilibrio acido base.

L’inizio dell’agricoltura 10.000 anni fa e la ben più recente rivoluzione industriale degli ultimi secoli hanno notevolmente cambiato il nostro regime alimentare con un aumento di cloruri nella dieta a discapito dei bicarbonati alcalini.
In questo brevissimo lasso di tempo, evolutivamente parlando, anche il rapporto tra potassio e sodio assunto con la dieta si è completamente invertito, passando da 10:1 del periodo pre-agricolo a quello della dieta moderna che può arrivare fino a valori di 1:3.
La nostra alimentazione non è solo diventata più povera di potassio, magnesiofibre, ma anche ricca in grassi saturi e zuccheri semplici. Questo regime dietetico squilibrato è caratterizzato da un eccessivo carico acido che non corrisponde più ai requisiti nutrizionali geneticamente determinati dall’evoluzione dell’uomo in milioni di anni.

Acidità e alcalinità

acidità e alcalinità ph
La natura acida o basica (alcalina) di una soluzione viene espressa con il pH, un valore che va da 0 a 14, dove 7 esprime la neutralità.

 

La natura acida o basica (alcalina) di una soluzione viene espressa con il pH, un valore logaritmico di concentrazione che va da 0 a 14, dove 7 esprime la neutralità: si parla di acido per valori di pH compresi tra 0 e 6.9, e di alcalino quando il pH è compreso tra 7.1 e 14.
Il corpo umano possiede valori fissi di pH, diversi a seconda del distretto corporeo, che assicurano il corretto funzionamento di cellule, tessuti e organi. Il sangue, ad esempio, ha un pH compreso tra 7.35 e 7.45, quindi leggermente alcalino, e valori al di fuori da questo range delineano una situazione non fisiologica: se ad esempio il pH ematico si abbassa, si parla di acidosi metabolica.
Gli organi che regolano l’equilibrio acido-base sono principalmente il polmone e il rene che, insieme a sistemi tampone extracellulari e intracellulari, neutralizzano le variazioni di pH mantenendo il valore fisiologico. Quando però la produzione di acidi nel corpo supera la capacità dei meccanismi omeostatici di compensazione, si verifica un’acidificazione verso i valori di pH più bassi dell’intervallo fisiologico. Questa condizione è spesso causata dal carico acido introdotto con la dieta che, se costantemente elevato, agisce da stress sui meccanismi di neutralizzazione fino a causare lo sviluppo di una condizione pseudo-fisiologica di “acidità”.

Oltre all’alimentazione, anche altri fattori portano ad un aumento di acidi nel corpo, come:

  • lo sport,
  • l’invecchiamento,
  • la perdita di bicarbonati a causa di vomito,
  • la diarrea,
  • l’utilizzo di diuretici, lo stress,
  • la mancanza di sonno,
  • l’abuso di fumo,
  • alcolici.

L’importanza della dieta

Il potenziale acido/alcalino di un alimento viene espresso con il valore PRAL (Potential Renal Acid Load, ovvero il potenziale di carico acido renale). Più basso è il PRAL, più un alimento è alcalinizzante, indipendentemente dal suo pH. Il succo di limone, ad esempio, ha un pH molto acido allo stato fresco a causa della presenza dell’acido citrico ma ha un PRAL negativo, quindi è “alcalinizzante”.

Secondo la scala PRAL, tra gli alimenti a più elevato potere alcalino ci sono:

  • gli spinaci,
  • il sedano,
  • le melanzane,
  • le mele,
  • le albicocche,
  • le banane,
  • l’uva passa.

Tra gli alimenti acidificanti (quindi da limitare) si trovano:

  • i latticini,
  • le uova,
  • le carni,
  • le noci,
  • le arachidi,
  • il riso,
  • i farinacei.

La cosiddetta “dieta alcalina” prevede il consumo di circa il 70% di alimenti con carico alcalino ed un 30% di cibi con carico acido. Dalla letteratura scientifica ci arrivano varie conferme di come il consumo di alimenti alcalinizzanti contribuisca ad un equilibrio acido base ottimale.

L’integrazione alimentare

soluzione acidità
Il succo di limone ha un pH molto acido ma è alcalinizzante.

 

Assicurano il riequilibrio acido-base:

  • un sano stile di vita,
  • una dieta ricca di frutta, verdura e cibi alcalini,
  • l’assunzione di fibre vegetali, sali minerali, vitamine e antiossidanti.

Spesso però non si riesce a consumare una quantità sufficiente di tali alimenti, anche quando l’impegno non manca, per la possibile difficoltà ad approvvigionarsi di vegetali freschi o per l’aumentata richiesta nutrizionale da parte del corpo. L’integrazione con agenti alcalinizzanti quali Citrati e Carbonati di Potassio e di Magnesio ci aiuta a riequilibrare il rapporto acido-base e rappresentano ottime fonti di Potassio e Magnesio, che sono fondamentali per il nostro benessere.

L’ipokaliemia e l’ipomagnesiemia, cioè la carenza di questi due elementi, possono causare infatti diversi sintomi come:

  • stanchezza,
  • irritabilità,
  • crampi muscolari,
  • cali pressori,
  • stitichezza,
  • depressione,
  • mal di testa,
  • insonnia.

Acidità e sport

affaticamento muscolare
L’acidosi provoca una diminuzione della forza contrattile del muscolo e favorisce l’affaticamento muscolare.

 

Durante l’attività sportiva si possono generare lattato e ioni acidi che contribuiscono nel breve periodo, specie nell’esercizio ad alta intensità e massimale, ad una diminuzione della forza contrattile del muscolo e all’affaticamento muscolare.

La supplementazione alcalina di citrati e bicarbonati ha dimostrato di:

  • aumentare le prestazioni sia nell’attività anaerobica sia nell’esercizio prolungato grazie all’effetto alcalinizzante che sembra agire proprio contrastando l’acidosi lattica,
  • contrastare l’abbassamento di pH indotto da una dieta iperproteica, tipica di chi pratica fitness
  • migliorare la crescita muscolare,
  • aumentare i livelli dell’ormone della crescita,
  • ridurre la perdita urinaria di calcio negli sportivi.

Sia durante sia dopo l’attività sportiva, oltre ai sali alcalini di magnesio e potassio importanti per neutralizzare gli acidi e per reidratare, è molto utile anche l’integrazione di Vitamine antiossidanti come la C e la E per combattere lo stress ossidativo generato nell’attività fisica e di 3 grammi di Creatina per aiutare il recupero muscolare.

Infine, chi vuole aumentare le proprie performance può assumere la Caffeina (ideale una dose di 100 mg, all’incirca 1 tazzina e 1/4 di caffè) utilizzata da molti atleti poco prima della prestazione sportiva per il suo effetto inotropo e cronotropo positivo (aumento della forza e della frequenza di pulsazione del cuore), anche in associazione ad altre sostanze di sostegno come la Taurina, l’Arginina, la Carnitina e la Glutammina.

 

SCHEMA PER GLI SPORTIVI

PRE WORKOUT: Caffeina (max 100 mg), Taurina, Arginina, Carnitina e Glutammina

DURANTE E POST WORKOUT: sali alcalini di Magnesio e Potassio, Creatina, Vitamina C ed E

OFF DAYS: Magnesio e Potassio alcalini tutti i giorni

SCHEMA PER TUTTI

MAGNESIO POTASSIO ALCALINI: tutti i giorni in estate; 2-3 volte a settimana in autunno-primavera. In inverno, 2-3 volte a settimana associato a rimedi naturali immuno-stimolanti (Uncaria, Echinacea, Astragalo, Vitamine B, Manganese e Rame).

Grazie ad una giusta alimentazione, ad un sano stile di vita e ad una corretta integrazione possiamo salutare l’acidità e dare il benvenuto all’alcalinità sia nella vita sia nello sport!.. e poter dire: “Ti senti acido? Io sono alcalino!”.

Alex Cremonesi
R&D Phyo Garda

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