C’È CHI DICE NO ALLA CELLULITE

Con il fitoplancton marino!
Dal fitoplancton è stata isolata una microalga che ha dato ottimi risultati nell’attivazione dei meccanismi termogenici “brucia grassi”.

Anche se non lo gradiamo dove si rende evidente, cioè su pancia, fianchi e glutei, il grasso è una componente essenziale del nostro organismo. È ampiamente diffuso sotto la pelle di buona parte del corpo dove contribuisce a moltissime funzioni tra cui la termoregolazione e la protezione da traumi, funge da riserva energetica ed è coinvolto nel metabolismo cellulare. I lipidi che lo costituiscono si concentrano negli adipociti, cellule in grado di produrre, accumulare e cedere i grassi. Il numero di adipociti non cambia molto da individuo a individuo, mentre può variare sensibilmente la dimensione delle singole cellule a seconda dello stile di vita e delle abitudini alimentari di ognuno. Ciò si ripercuote sul nostro aspetto e può essere alla base di diverse problematiche che interessano non solo la sfera estetica, ma anche quella salutistica.

IL TESSUTO ADIPOSO

Il tessuto adiposo sottocutaneo è costituito prevalentemente da adipociti, responsabili dell’accumulo di grassi all’interno del citoplasma. Nei mammiferi esistono due principali tipi di tessuto adiposo, quello bianco e quello bruno: il primo rappresenta la quasi totalità del grasso di riserva e serve come riserva energetica, il secondo brucia i grassi per produrre calore. La differenza tra i 2 risiede nella loro composizione. Quello bruno è abbondante nei mammiferi che vanno in letargo e nei cuccioli. Nell’uomo, invece, il tessuto adiposo bruno è presente in piccole quantità solamente nel neonato, ma con la crescita, buona parte di questo tessuto si trasforma in tessuto adiposo bianco. Oggi sappiamo che insieme agli adipociti bianchi e bruni esistono anche gli adipociti beige: si tratta di cellule bifunzionali, con forma sia attiva che inattiva, che sono preziose per il consumo energetico, perché caratterizzate da un’attività metabolica molto più intensa.

PERCHÉ LA CELLULITE È UN FENOMENO TIPICAMENTE FEMMINILE?

La donna possiede 35 miliardi di adipociti contro i 28 miliardi dell’uomo. La quota “rosa” maggiorata di tessuto adiposo nella donna è distribuita negli strati sottocutanei e prevalentemente in corrispondenza di seno, fianchi e glutei, caratteri sessuali secondari femminili. Proprio nella diversa distribuzione del grasso tra i due sessi risiede la spiegazione della cellulite come fenomeno tipicamente femminile. Infatti, mentre nell’uomo il tessuto adiposo è attraversato da filamenti di collagene che si incrociano ortogonalmente, nella donna si intersecano obliquamente: in caso di accumulo di grasso, la superficie cutanea assume il tipico aspetto a buccia d’arancia. I periodi a rischio per la donna sono quelli in cui la situazione ormonale è alterata: adolescenza, assunzione della pillola, gravidanza o menopausa.

Il tessuto adiposo nella donna è distribuito prevalentemente in corrispondenza di seno, fianchi e glutei.

 

COME SI FORMA IL CUSCINETTO ADIPOSO TIPICO DELLA CELLULITE

Sotto l’epidermide, la parte visibile della pelle, si sviluppa il derma, costituito da fibre di collagene ed elastina, ricco di capillari sanguigni e linfa. Nella parte più profonda c’è l’ipoderma, dove ha sede il tessuto adiposo costituito da cellule di grasso raggruppate in agglomerati avvolti in una fitta rete di capillari sanguigni. La cellulite si forma quando le pareti dei capillari si dilatano lasciando passare una quantità troppo abbondante di siero che il sistema linfatico non riesce a smaltire: i liquidi in eccesso impregnano il tessuto come una spugna, impedendo la trasformazione dei grassi in energia. La conseguenza è la formazione di cuscinetti gonfi e la comparsa della cellulite.

il cuscinetto adispodo della cellulite

 

COME DIRE NO ALLA CELLULITE

La lotta agli eccessi di adipe inizia, naturalmente, dalla riduzione dell’introito calorico e delle sostanze a base di glucosio e zuccheri. Assumere in maniera continuativa glucosio con la dieta, provoca la glicazione del tessuto connettivo, cioè la formazione di composti aggressivi denominati Ages (Advanced Glycation End products) che causano infiammazione nei tessuti sottocutanei peggiorando la cellulite. Un’elevata glicemia causa inoltre l’aumento dell’insulina circolante, con maggior ingrossamento degli adipociti. Bisogna perciò privilegiare un regime equilibrato, preferire le proteine di origine vegetale a quelle di origine animale ed abbondare con i cibi ricchi d’acqua come frutta e verdura, bere moltissimo e fare esercizio fisico di almeno un’ora al giorno, preferibilmente in acqua perché le piscine e il cloro facilitano la diuresi e l’emissione di liquidi dall’organismo contrastando la formazione di pannicoli.

UN AIUTO DAL MARE

Ridisegnare la silhouette e snellire riducendo il volume corporeo con il fitoplancton marino.

Combattere la cellulite con il fitoplancton marino

 

Le microalghe (fitoplancton), furono i primi organismi viventi del nostro pianeta che arricchirono l’atmosfera di ossigeno. 2,5 milioni di anni fa, infatti, la Terra era un solo grande oceano e i primi microrganismi in grado di utilizzare la luce solare e l’acqua per la fotosintesi furono proprio le microalghe.
Gli studi scientifici sul fitoplancton hanno rivelato i suoi altissimi valori nutrizionali e le sue grandi potenzialità d’utilizzo. Questa scoperta ha spinto alla coltivazione di queste microalghe in un ambiente che imitasse completamente le condizioni originali del mare, in fotobioreattori a basso impatto ambientale da fonti rinnovabili.
Dal fitoplancton è stato isolato un estratto di Tisochrysis lutea, un’alga unicellulare con una concentrazione standardizzata di xantofille e ricca in acidi grassi polinsaturi. In ambito cosmetico ha dato degli ottimi risultati nell’attivazione dei meccanismi termogenici degli adipociti beige brucia grassi, gli stessi che l’organismo mette in moto per dimagrire. Per questo è stata impiegata in trattamenti anti-cellulite e di body sculpting e viene scelta da chi desidera ridisegnare la propria silhouette e ridurre il volume corporeo in aree localizzate.

Piera Francesca Rasera

Marketing Scientifico Phyto Garda

Informazioni tratte dalla letteratura scientifica internazionale.
Le indicazioni contenute nella presente pubblicazione hanno carattere informativo-scientifico.